Biografia

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Giancarlo Guidotti è nato a Piancastagnaio (Siena). Laureato in Lettere Moderne all’Università degli Studi di Roma, vive a Padova.

Ha vinto numerosi concorsi letterari:

. Concorso Internazionale “La Patarina” Roma 1972 ( Pres. Comm. Palazzeschi)

. Concorso nazionale TRE VALLI di Cosenza  1988.

. Concorso nazionale Premio Este  1990

 

Ha collaborato con riviste culturali italiane ed estere.

Sue opere sono state pubblicate su riviste:

La Fiera Letteraria, Avvenire d’Europa.

Su Antologie: Graffiti del  Club degli Editori. 1977

                        Scrittori del II Dopoguerra        1989

Ampio consenso della critica letteraria nazionale (Fiera del Libro di Torino) ed estera (Fiera Internazionale di Francoforte, e Pensee Universelle di Parigi) ha riscosso il saggio critico su: “De Sanctis e il Naturalismo Francese edito dall’editore Firenze Libri 1989. Nel 2001 ha pubblicato il romanzo a sfondo storico: Ghino di Tacco detto il Falco”,edizioni Progetto – Padova.  Racconta le vicende del protagonista gentiluomo, divenuto fuorilegge, già evocato da Dante e reso celebre da Boccaccio nel Decamerone per l’episodio della detenzione dell’abate di Cluny nella rocca di Radicofani.

Nel 2001 ha pubblicato “I Falchi dell’Amiata” edito Progetto –Padova. Saggio critico-storico sulla potente famiglia palatina degli Aldobrandeschi.

Nel 2003 ha pubblicato Colpi di Luce edito da Progetto- Padova. Romanzo di memorie e di esperienze vissute in ricordo di Tiziana Rossi, ragazza di 19 anni, innamorata della vita, deceduta in un incidente stradale. (recensito e presentato dalla Rai-2003).

Nel 2005 ha pubblicato Ezzelino il tiranno, edito da Cleup università Padova.  Seconda ristampa nel 2006.

Nel 2007 ha vinto il concorso internazionale Atheste per la narrativa 1° premio con il romanzo storico Ezzellino il tiranno.

Nel 2008 ha vinto il concorso internazionale Atheste per la ricerca storica 1° premio con il libro Francesco Petrarca.

 

 De Sanctis e il Naturalismo Francese (Firenze 1989- Ed. Firenze Libri).

Il saggio di Guidotti ci avvia alle prime esperienze del naturalismo con rapidi flash sui suoi primi scrittori e teorici, per soffermarsi poi sul suo maggiore esponente, Zola, cisto attraverso il nostro critico. La rivalutazione positivistica della scienza, l’esigenza di rendere scientifica la letteratura stessa, portano i naturalisti alla rivalutazione del quotidiano, allo smascheramento dell’ipocrisia borghese, del vuoto di una vita negativa come quella del periodo di Luigi Filippo e del secondo Impero. De Sanctis, nell’esperienza del naturalismo vede un esempio da additare all’Italia del dopo unità, un antidoto alla anemia degli Italiani, una spinta alla rivalutazione dell’energia vitale, per il superamento della crisi dei valori che riscontrava nella società del suo tempo.(M.Baroni).

 

Ghino di Tacco detto il Falco. (Padova2001- Ed. Progetto)

Dell’esistenza e delle vicende di un personaggio come Ghino di Tacco, legato al mondo medievale, poteva essere al corrente la cerchia di studiosi che a quel periodo hanno dedicato attenzioni e approfondimento.

Quello di Guidotti si tratta di un romanzo su base storica, incentrato sulla figura di questo nobile della potente famiglia dei Cacciaconti, potente in Siena nel decimo secolo per la sua fede ghibellina.  Il nostro eroe rimase coinvolto nella guerra del 1301-1302 che vide in campo Margherita Aldobrandeschi da una parte, Papa Bonifacio VIII e i comuni guelfi di Siena e Orvieto, dall’altra.

L’invenzione romanzesca di Guidotti è felice, come felice appare il suo stile narrativo, sia nel descrivere scene e ambienti, sia nello stendere i dialoghi fra i personaggi. Non poche pagine sono ricche di pathos e di un fascino straordinario: in particolare, quelle finali di un Ghino di Tacco ferito e catturato dai nemici, ormai alla fine, che vede, che ricorda, che sogna, forse, mentre le truppe muovono al combattimento. (G.Lugaresi).

 

I Falchi dell’Amiata. (Padova 2002- Ed. Progetto).

Con piglio deciso e stile asciutto, Guidotti ricompone la storia antica della zona attorno al massiccio del Monte Amiata, dove si trova il suo luogo natale, Piancastagnaio, ideale centro da cui prende avvio e si dilata il racconto: Etruschi, Romani,Bizantini, Longobardi, la Tuscia longodardorum, il fiorire della via Francigena,favorito dal sorgere di monasteri, abbazie, ricoveri per pellegrini e lo svilupparsi di nuovi agglomerati abitativi per l’aggregarsi in un castello.

Dopo il bel romanzo storico su Ghino di Tacco, Guidotti continua a dare sfogo alla sua passione per la storia come racconto di eventi memorabili, ma anche di ambienti, di colori, di radici lontane, di lingua, dagli statuti, di usi e costumi.

La parte centrale del libro è tutta dedicata alle complesse e tormentate vicende delle famiglie Aldobrandeschi, mentre la parte terminale ripropone la figura di Ghino di Tacco come emblematico personaggio dei drammatici effetti sociali dei profondi epocali mutamenti economici e di potere del tempo. Dante, Ambrogio Lorenzetti, Duccio, l’arte e la letteratura, la storia si intrecciano in stretti momenti di trama e di ordito che ci trattengono a lungo nel fascino della lettura di un racconto storico in cui, ancora una volta, Guidotti rivive i ricordi di un tempo e di un luogo, dove ancora è rimasta l’infanzia, quella dei tanti sogni ora forse spenti ma per sempre cari alla memoria che li sa coltivare e riaccendere. (Giorgio Segato).

 

Colpi di Luce. (Padova 2002- Ed. Progetto).

Guidotti, in questa esperienza di scrittura, si è posto in ascolto, lasciando che il ricordo di Tiziana Rossi, diciannovenne figlia di amici, tragicamente morta in un incidente, tornasse a lui con tutte le sollecitazioni, i rinvii alla memoria di eventi, di occasioni di incontro riguardanti Tiziana stessa, ma anche strettamente personali e socio-culturali, e consentendo che tutto ciò affiorasse nella rete attivata dalla sua disponibilità all’ascolto di scrittore appassionato: un efficace espediente letterario, certo, ma indubbiamente anche un modo bene scelto e molto ben curato per restituire, senza indugi biografici la presenza di Tiziana nel mosaico della memoria attiva, quella propria, dei familiari e di alcuni amici coetanei testimoni delle esperienze della giovane. (G. Segato).

 

Ezzelino il Tiranno. (Padova 2006- Ed. Cleup).

Nel Veneto Ezzelino III da Romano ha incarnato nella storia e ancor più nella tradizione popolare la figura del despota che con solerte durezza e severissimi interventi attua la politica della ragion di stato e non di rado nei modi della guerra preventiva, anticipando per quanto possibile chiunque minacciasse l’autorità e gli interessi imperiali o la sua personale e delicata funzione.

Lo stile di Giancarlo Guidotti è narrativo, rapido essenziale per quanto riguarda gli eventi, senza troppi indugi psicologici per quanto riguarda gli interpreti, senza troppe diluizioni in descrizioni paesistiche e d’ambiente. Lo interessa lo svolgersi dei fatti, cioè il filo rosso degli avvenimenti che attraversa il tempo, piuttosto che le complesse trame e i misteriosi orditi della politica, così che più che l’analisi della ragion di stato catturano la nostra attenzione e la nostra fantasia il decisionismo e la mobilità rapida e sicura di Ezzelino, il susseguirsi incessante di macchinazioni, di processi sommari, di condanne, di battaglie con repentini, inattesi, capovolgimenti di fronte, qualche sontuosa festa, tresche d’amore. (G.Segato).

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